Razional emotiva

lunedì, settembre 05, 2005

Maria Longa

C’era un tempo in cui, quando aprivo la finestra, non guardavo mai il cielo. Non sapevo nemmeno di che colore fosse. Delle nuvole non mi interessavo. Mi attraeva la strada e le formichine che vi camminavano su.
“Non ti sporgere troppo, bimba mia, perché passa MariaLonga e ti trascina giù per sempre” mi diceva mia madre. Non ho mai avuto paura di Maria Longa, la donna che si allungava come gomma e che tirava per i capelli i bambini che si sporgevano, facendoli cadere nel suo mondo senza ritorno, anzi la trovavo simpatica e tanto sola.
“Se vuole prendersi i bambini” mi dicevo “forse è perché è tanto sola e cerca compagnia”. Diventò la mia amica invisibile e fu veramente una grande amica: non solo mi ascoltò sempre con attenzione ma non mi trascinò mai da nessuna parte.
Aveva i capelli rossi e spettinati, era magra e lunga, tanto lunga con le gambe tipo l’Oliva di Braccio di Ferro. Occhi azzurri e mani da pianista. Chissá come mai, la immaginavo a suonare un pianoforte a coda durante la notte, quando i bambini dormivano. E sognavo i suoi capelli prendere il vento sotto le note della sua musica.
Maria Longa dove sei? Mi manchi. Non sono più una bambina ma aguardare giù mi piace ancora tanto, pur conoscendo il colore del cielo. Sai che sono convinta che per toccare il cielo, bisogna prima toccare la strada?

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  • at 9:29 AM

    3 Comments:

    • Sbaglio o c'è un santuario dalle parti di Udine (credo) Dedicato ad una santa che si chiamava proprio così?
      E' curioso come, a volte, si utilizzino alcuni personaggi insospettabili a scopo "preventivo"...
      La metafora del "quando tocchi il fondo non puoi che risalire" e, quindi, per vedere il cielo devi prima conoscere la strada, è abbastanza vera, ma da noto ex (?) pessimista quale sono, continuo a pensare che dopo aver toccato il fondo ci sono sempre un po' di detriti in cui ognuno di noi può ancora scavare un pochino... Meglio evitare di arrivarci, al fondo. Oppure, forse, è meglio pensare che esso non esista, se ci si riesce.
      Tutto ok? A me l'ospedale non fa quell'effetto, ma questa è un'altra storia.
      Sorrisini o sorrisoni, scegli a seconda dello stato d'animo.

      By Blogger trytounderstand, at 9:54 AM  

    • Try: sí è proprio lei, maria la longa.
      Quando parlo di strada io non penso al fondo negativo. E' una specie di desiderio di vivere la strada: uscire, immergermi tra la gente senza fobie e questo mi farebbe toccare il cielo per la gioia di riuscire a farlo.
      Tornata dall'ospedale: piccoli giramenti di testa e vista appannata ma sono stata fortunata perché appena sono arrivata era già il mio turno.
      Mi prendo i sorrisoni, visto che la visita é andata molto bene!

      By Blogger Lia, at 12:10 PM  

    • in effetti avevo interpretato le tue parole a modo mio e ho fatto confusione tra la strada e il fondo.
      Una strana giornata, oggi. Sarà forse il fatto che inizia a farsi sera un po' troppo presto, ma d'altra parte è inevitabile. Un abbozzo di nostalgia della spiaggia con gli ombrelloni, però, questa volta mi è venuta. E dire che ho sempre preferito il contrario... mi sa che comincio ad invecchiare e forse il veder togliere gli ombrelloni è come sentire ancora di più il tempo che passa.
      Sorrisi malinconici (si, ci possono essere, i sorrisi malinconici)

      By Blogger trytounderstand, at 7:20 PM  

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