Razional emotiva

domenica, settembre 25, 2005

La mia cretinaggine

Avevo aperto questo blog con tanto entusiasmo ora l’entusiasmo se ne sta andando. Sono fatta così: perdo per strada le cose, gli entusiasmi, la vitalità delle cose nuove che diventano vecchie.
Però l’unica cosa che mi piace fare in questo periodo è scrivere, ma non voglio più scrivere di questo mio malessere eppure sembra che nella mia vita non ci sia altro da scrivere. Vorrei avere cose da scrivere, cose che vadano al di là della depressione, eppure essa sta occupando tutti i miei spazi ed è questo che mi fa alterare, che mi fa venir voglia di cancellare il blog.
Sforzati, sforzati, mi dice la mente. La mia mente ubriaca di delusioni, di poco affetto, di incoscienza e di fin troppa coscienza, la mia mente piena d’acqua rosata e di bustine rifocillanti è annoiata. Annoiata.
Ho voglia di provare un trasporto puro e sincero verso qualcosa o qualcuno e, invece, non mi riesce più niente se non scrivere di questo. Faccio fatica a fare amicizie, ne ho paura. Paura di affezionarmi, terrore di sentirmi delusa, paura di dover dimostrare qualcosa e allora mi chiudo e capita anche qui, in questo blog.
Non riesco più a commentare i blog che amo leggere (solo 3). Non ci riesco proprio, eppure li leggo con grande slancio, perché li sento come vorrei essere io: vitali, spontanei, intelligenti. Qualcosa mi frena e potrei fare elenchi infiniti per dire cosa mi blocca ma, alla fine, dico solo che non riesco ad aprirmi al prossimo come fa il prossimo. Ci vuole tempo, forse.
Ci vuole tempo affinché io creda che tutto ciò che dico non sia stupido. Quando, ad esempio, lascio un commento io, subito dopo, provo grande vergogna, come se avessi fatto qualcosa di sbagliato e questa sensazione mi accompagna per lunghi minuti a volte addirittura ore intere. Tra me e me penso che, in quel commento, ci sia l’evidenziatore della mia cretinaggine e mi spavento a morte.
Io sono cresciuta col marchio della cretina addosso. E con altri marchi terrificanti. E’ il prezzo da pagare ad avere genitori psicopatici.
No, non erano psicopatici, ma non trovo altra parola per indicare la loro voglia di abbattermi credendo di farmi bene.
Ricordo un episodio atroce.
Noi abitavamo a piano terra. Ci fu il periodo del maniaco: un pazzo si divertiva ad alzare le tapparelle altrui in piena notte e guardare dentro le stanze. Fu arrestato dopo poco. L’episodio mi sconvolse moltissimo. Avevo 12 anni. Una notte sentii la tapparella scricchiolare e pensai subito a quel maniaco. Iniziai a urlare e a piangere. Il maniaco non era. Forse era il vento m nonostante questa consapevolezza io non riuscivo a dormire e allora chiesi di dormire con mamma e papà. La reazione fu quella di mettermi in strada, in piena notte, da sola e a forza finché non mi rendessi conto che era il vento che faceva scricchiolare la mia tapparella. Fu tale la paura che mi feci la pipì addosso e l’umiliazione mescolata al terrore fu talmente violenta che ancora oggi, quando ci penso, sento lo stomaco arrivarmi in gola e il cuore battermi fino alla testa.
Io avrei solo voluto dormire nella loro stanza. Chiedevo troppo?

  • email
  • at 8:21 AM

    6 Comments:

    • Credo che te ne renda conto da sola, che non stavi chiedendo troppo... C'è sempre chi pensa che il miglior modo per far vincere le paure è quello di esporre il "pauroso" direttamente alle stesse. Di solito non funziona, c'è un vecchio detto, dalle nostre parti: "chi è stato morso dalla serpe, ha paura anche della lucertola"...
      Sorrisi serpeggianti

      By Blogger trytounderstand, at 9:27 AM  

    • ciao lia,
      posso mettere questo tuo post nel mio blog?

      By Anonymous andrea, at 11:26 AM  

    • cara Lia, io sono felice se tu leggi e commenti il mio blog, ma se non te la senti va bene lo stesso. ogni tanto ci scriviamo e mi fa tanto piacere sentirti. non voglio erò perderti, nel senso che mi dispiacerebbe un casino non sentirci più, nè via blog nè via mail. mi sono tanto affezionata a te. potrei sapere da dove scrivi? mi piacerebbe forse un giorno venirti a trovare, se a te fa piacere. sarebbe cosi bello conoscerci. per l'episodio, devo dire che i tuoi sono stati crudeli e proprio diseducativi. ma come possono i genitori fare questo? io da piccola dormivo coi miei ogni volta che c'era un temporale, ed avevo paura. non essere con tua figlia come i tuoi son stati con te (so che non lo sei di sicuro!), e cerca di perdonarli per averti fatto tutto questo male. io ti voglio bene e ci sono tante persone che te ne vogliono, ne son sicura: trova ogni stimolo in quesi affetti! ti abbraccio forte, fatti sentire quando vuoi, io ti aspetto. un sorriso. Erika.

      By Anonymous Erika, at 11:26 AM  

    • Ciao lia, a me il tuo blog piace. Mi piaci come scrivi.

      By Anonymous Pixel, at 3:13 PM  

    • beh, hanno cercato di mettere in pratica la terapia d'urto, quella traumatica. Mi sembra che ci siano riusciti in pieno: ti hanno traumatizzato. I miei complimenti. Perdonami, sono i tuoi genitori, ma mi viene spontaneo: che coglioni.
      A2

      By Anonymous Anonimo, at 11:21 PM  

    • -.- senti.... prima o poi saranno vecchi (se nn muoiono prima).... okkio x okkio, dente x dente....
      ho detto tutto!!!!!!
      SaTaNFaLL

      By Anonymous Anonimo, at 12:11 AM  

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