Razional emotiva

lunedì, settembre 26, 2005

Dialogo anomalo

“Chi ti senti di essere?” mi chiede lo psicologo.
“Niente” rispondo.
“Impossibile, sforzati un po’ e cerca di trovare qualcosa che possa dirti cosa ti senti di essere”.
“Niente” insisto.
”Se fossi niente non esisteresti”
“No, dottore, Lei si sbaglia”
“Perché mi sto sbagliando?”
”Perché anche il niente ha la capacitá di esistere. Forse non è, ma esiste!”
“Non giocare con le parole con me”
”Non sto giocando, mi sto ribellando!”
“A cosa?”
“Alla sua domanda alla quale non so rispondere”
“Tu non vuoi rispondere…”
”Io, invece, vorrei…”
“Fallo!”
”Lo faccio ma lei accetti la mia risposta!!”
”Dipende”
“Inizi a darmi del Lei come faccio io, poi le rispondo”
“No, diamoci entrambi del Tu”
”No, mi perdoni, il tu mi imbarazza”
“Perché?”
”Non lo so, ma avrei la sensazione che lei potrebbe diventarmi uno qualsiasi”
“Ma io potrei essere uno qualsiasi, in fondo…”
”Eh no, lei è lo mio psicologo e tale voglio che rimanga”
”E tu anzi Lei è la mia paziente, allora. Ti sembra giusto come termine?”
”Sì, anzi adesso so cosa risponderle..”
“Chi si sente di essere, signora?”
“La sua paziente”

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  • at 7:42 PM

    11 Comments:

    • ...
      sai che hai detto una cosa molto vera e profonda?
      Sorrisi dubbiosi

      By Blogger trytounderstand, at 9:30 PM  

    • eh... la psicologia si basa sulla catalogazione. Ti fanno una domanda standard: se rispondi in modo comune, riportato in letteratura, vanno a vedere sul testo cosa sei, se non rispondi hanno pronta un'altra diagnosi. Sei non collaborativa. Che palle questo. E' come fare quei test di personalità con domande così stupide che già sai, in base alle risposte che darai, a quale profilo apparterrai. E quindi puoi decidere come apparire. Solo che i profili sono prefissati e non c'è spazio per altro, puoi solo conformarti (o lasciare gli altri farlo) a quello che forse ti si adatta meglio. O sceglierti la parte che più ti aggrada nel copione previsto.
      Tu che hai deciso? A quale profilo vuoi appartenere?
      A2

      By Anonymous Anonimo, at 11:19 PM  

    • ciao Lia,
      mi è venuta in mente la scena di un film dove c'era John Candy che era innamorato di una italiana. La madre non voleva che il figlio la sposasse. Loro erano irlandesi.
      Un giorno mentre non sapeva come evitare il matrimonio disse

      Mamma Candy: Andiamo dal prete polacco.
      Candy: Che dobbiamo fare dal prete polacco?
      MC: Gli ebrei e i protestanti vanno dallo psicanalista, noi cattolici andiamo dal prete polacco.

      By Anonymous andrea, at 5:42 AM  

    • Lia scrivi davvero bene

      By Anonymous andrea, at 5:47 AM  

    • Try, a me sembra di non aver detto niente, sorrisi certi a te.
      Cara A2 è sempre un piacere leggere i tuoi commenti. Se io scegliessi un profilo mi punirei profondamente e tutta la lotta che sto affrontando andrebbe a puttane. Preferisco scappare da tutto quello che è prefissato dai paletti dgli psicologi. Voglio mettere i miei, assolutamente e quando dico che sono niente nessuno deve dirmi che non posso essere niente...
      Grazie andrea, se scrivo bene, come dici tu, è grazie alla mia sete di lettura. leggo molto fin da piccolina.

      By Blogger Lia, at 7:11 AM  

    • ti sembra, appunto...

      By Blogger trytounderstand, at 7:31 AM  

    • ciao Lia cara! spero che dallo psicologo vada tutto bene. non hai + parlato di lui e di come ti senti quando esci da lui, a parte questo post. ti abbraccio forte! :-) erika.

      By Anonymous Erika, at 9:39 AM  

    • Lo so che ti puniresti, Lia, il mio era sarcasmo e non diretto a te. Uscire dagli schemi è difficile, ma non ti preoccupare che si troverà come incasellarti. Mi piace la tua reazione, sa di forza d'animo.
      A2

      By Anonymous Anonimo, at 11:33 AM  

    • andare dallo psicologo significa mettersi i condizione di dover rispondere a domande del cazzo.

      dozzo

      By Anonymous Anonimo, at 12:15 PM  

    • Cara Erika, dallo psicologo va ma l'entusiasmo sta lasciando il posto al mio essere troppo critica. Vedremo come procederà. Un bacione.

      Cara A2, mi incasellerà la "pillolina normalizzante" e io sarò una vincitrice persa.

      Eh dozzo in un certo senso hai proprio ragione

      By Blogger Lia, at 5:08 PM  

    • Fidati, Lia. Si può perdere maggiormente che per effetto di una pillola. Basta colpevolizzarsi o sentirsi sbagliati. Tu reagisci e fai presente allo psicologo che le sue sono domande del cavolo. Il fatto che tutti rispondano non le rende intelligenti. Anche Marzullo fa sempre le stesse domande e riceve sempre risposta (in genere preparata, insulta e compiaciuta), ma questo non rende il dialogo intelligente nel suo complesso. In effetti ho visto una sola persona trovarsi in difficoltà con Marzullo, era Margherita Buy. La quale rispondeva in evidente stato confusionario al Marzullone, prendendo seriamente delle domande poste solo per manifestare il proprio spirito poetico. La vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere meglio? Preferisco te che affermi che è una domanda del cavolo piuttosto che la frittatina pseudo-filosofica/poetica del vip di turno che sorride in camera con l'aria di chi ti sta fregando. Il re è nudo, ogni tanto è giusto che qualcuno lo ribadisca. E le domande del tuo psicologo sono domande del cavolo di per sé, figuriamoci come strumenti diagnostici. E' per questo che in passato non demonizzavo i farmaci. Gli psicologi tendono facilmente a farsi troppe pippe e scaricartele addosso, senza alcun rigore. Un farmaco ti stonerà, ma almeno c'è un fondamento scientifico dietro.
      A2

      By Anonymous Anonimo, at 9:12 PM  

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